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Domande frequenti

Hai domande su come funziona la donazione o vorresti sapere come diventare donatore? In questa pagina trovi tutte le risposte.

Il mondo di ADMO

Perché donare il midollo osseo e le cellule staminali emopoietiche (CSE)?

Il trapianto di Midollo Osseo e di Cellule Staminali Emopoietiche permette di curare molte malattie del midollo osseo, del sangue e del sistema immunitario altrimenti incurabili: leucemie, linfomi, mielomi, talassemie, disordini congeniti dell’pediatrica e, in casi particolari, malattie autoimmuni e tumori solidi.

Perché servono molti donatori?

Per il trapianto di Midollo Osseo e di Cellule Staminali Emopoietiche è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO che ci sia una compatibilità tissutale (ovvero una eguaglianza a livello dei geni del sistema di istocompatibilità , o ‚”HLA”) tra paziente e donatore, ovvero la “somiglianza” genetica indispensabile per il buon esito del trapianto.
La compatibilità genetica è ESTREMAMENTE RARA: si verifica una volta su quattro (25%) tra fratelli e sorelle (mai tra genitori e figli o tra zii e cugini!) e addirittura 1 su 100.000 (0,001%) tra individui non consanguinei.

Chi può candidarsi come donatore di CSE?
Vuoi diventare donatore? Ecco i requisiti:
– avere un’età compresa tra i 18 e 35 aani
– Avere un peso corporeo di almeno 50 kg.
– Godere di buona salute
La disponibilità del donatore rimane valida fino al raggiungimento dei 55 anni.
Perché non si può donare dopo i 55 anni?

È una legge dello stato italiano a tutela del donatore e del paziente.

Dopo i 55 anni infatti è possibile che un donatore abbia patologie (cardiologiche, per esempio) per le quali non è opportuno che si sottoponga alla procedure di donazione.

Inoltre andare a ritrovare un donatore iscritto magari 20-30 anni prima, informarlo nuovamente e studiare la sua situazione clinica nel dettaglio può richiedere diversi giorni. Se poi egli non risulta idoneo, il risultato finale è una perdita di tempo prezioso. Per un paziente bisognoso, infatti, anche una sola settimana di ritardo può in alcuni casi influenzare la prognosi finale.

La regola dei 55 anni ovviamente non vale per i donatori familiari (fratelli HLA-identici), che vengono studiati per la loro idoneità indipendentemente dall’età anagrafica.

Come si diventa donatori?

Basta compilare un questionario anamnestico sullo stato di salute generale e sottoscrivere il consenso informato. Il Medico ematologo/trasfusionista valuta, in base alle risposte date al questionario, l’idoneità all’iscrizione.

Se viene riconosciuta l’idoneità si procede o con un semplicissimo prelievo di materiale biologico (sangue o saliva, secondo le circostanza).

Non occorre impegnativa medica, basta presentare la tessera sanitaria e/o un documento d’identità. Per il prelievo di sangue non è necessario il digiuno.

Il campione di sangue o di saliva viene analizzato per ottenere la tipizzazione HLA del potenziale donatore che, da quel momento, sarà ufficialmente iscritto al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR).

Nel Registro vengono conservati i dati relativi alla tipizzazione, indispensabili per individuare la compatibilità tra donatore e ricevente. La privacy del donatore è però protetta da anonimato (il donatore è infatti identificato da un codice) e solo il medico del Centro Donatori che ha arruolato il donatore conoscere il suo vero nome e le sue generalità.

In caso di riscontro di un primo livello di compatibilità con un paziente che ha indicazione ad eseguire un trapianto di midollo, il donatore è richiamato per per effettuare indagini più approfondite con l’obiettivo di confermare la compatibilità con il paziente, e valutare in modo adeguato la sua idoneità alla donazione stessa.

Il potenziale donatore di Cellule Staminali Emopoietiche, quindi, si iscrive e resta in attesa di chiamata che avverrà soltanto nel caso di compatibilità con un paziente. Non si sa se verrà chiamato, non si sa quando e non si sa per chi.

La disponibilità vale solo per pazienti italiani?

No, La donazione non ha limiti geografici, è volontaria, gratuita ed anonima.

L’IBMDR è collegato con gli altri registri nazionali, a costituire un enorme database mondiale di donatori.

Come si possono donare le celule staminali emopoietiche?
  • CON PRELIEVO DA MIDOLLO OSSEO
  • CON PRELIEVO DA SANGUE PERIFERICO

NOTA: Le donne che partoriscono possono scegliere di donare il SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE, che normalmente verrebbe scartato, ma che è estremamente ricco di CSE. Il cordone donato a scopo solidaristico viene congelato e tenuto in una banca cordonale a disposizione di eventuali pazienti bisognosi.

Chi decide la modalità di donazione?

Al momento dell’iscrizione al Registro si richiede una inziale ipotesi di scelta tra una delle due modalità, scelta che rimane però solo indicativa fino al momento della donazione effettiva.

La scelta definitiva dipende dalle indicazioni del trapiantologo in base alle necessità del paziente e dalla disponibilità e dalla idoneità del donatore, valutata dal medico del Centro Donatori.

La scelta iniziale non è quindi vincolante.

Quante volte si può donare?

È stato dimostrato scientificamente che è possibile effettuare in sicurezza più di una donazione CSE.

Il Registro Italiano (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito comunque che i donatori volontari possano donare per un solo paziente del registro. Solo in rari casi è possibile un’ulteriore donazione a favore dello stesso paziente.

Questa seconda donazione può riguardare:

1) nuovamente le cellule staminali emopoietiche (in caso di mancato attecchimento del midollo donato)

2) Linfociti, ovvero cellule del sangue effettrici del sistema immunitario (in caso di rischio di ricomparsa della malattia).

La seconda donazione è regolata da precisi criteri a tutela del donatore, che non è comunque obbligato ad accettarla.

La scelta di permettere una sola donazione per il Registro è anche a tutela di una eventuale donazione successiva per un familiare. Per i famigliari si rimane sempre e comunque disponibili.

È possibile conoscere il ricevente?

No. La legge italiana prevede la tutela della privacy del donatore e del ricevente.

Il Centro Donatori, però, può fornire alcune indicazioni di base sul paziente, affinché il donatore possa figurarselo (fascia di età, sesso, tipo di patologia di cui soffre, se italiano o straniero).

Inoltre è possibile, sempre tramite il Centro Donatori, scrivere/ricevere lettere e messaggi di augurio e/o di ringraziamento, pur senza essere identificabili reciprocamente.

Cos’è il midollo osseo?

Il midollo osseo è un tessuto semiliquido situato negli spazi interni delle ossa del corpo (soprattutto le ossa piatte. Esso contiene al suo interno le “Cellule Staminali Emopoietiche” (CSE).

Il midollo osseo non è il midollo spinale. Il midollo spinale infatti è parte del sistema nervoso ed è situato all’interno della colonna vertebrale. Non ha quindi nulla a che fare con le CSE.

Cosa sono le cellule staminali emopoietiche?

La cellula staminale emopoietica è una cellula non ancora completamente differenziata, “pluripotente”, da cui hanno origine tutte le cellule del sangue e del sistema immunitario: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

I globuli rossi sono deputati al trasporto di ossigeno in tutto il corpo grazie ad una proteina in essi contenuta in grandi quantità, chiamata emoglobina; le piastrine collborano al processo emostatico, ovvero prevengono le emorragie; i globuli bianchi (presenti sia nel sangue che in altri tessuti) sono gli elementi costitutivi del sistema immunitario e proteggono l’individuo dalle infezioni (batteri, virus ecc.) e, almeno in parte, dagli stessi tumori.

La produzione di cellule del sangue avviene in continuo, in quanto esse vivono nell’organismo per un determinato periodo di tempo e poi muoiono, mentre le CSE si rinnovano di continuo e non muoiono mai.

In un contesto terapeutico, il trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche da un donatore compatibile, garantisce la produzione di tutte le cellule del sangue e fornisce al ricevente un nuovo sistema immunitario:

  • sostituisce un midollo malato di una malattia oncologica (leucemia, linfoma ecc.), dopo un trattamento radio-chemioterapico che la eradica
  • permette una adeguata produzione di cellule del sangue in soggetti affetti da una insufficienza funzionale (aplasia) o da un danno congenito nella linea di produzione delle cellule (talassemia)
  • fornisce un sistema immunitario funzionante in soggetti che ne sono deficitari (immunodeficienze)
Come avviene il prelievo di midollo osseo?

Il prelievo avviene in un centro autorizzato, in anestesia generale (sedazione profonda) o epidurale e dura circa 45-60 minuti. Il midollo viene prelevato in maniera diretta dalle ossa del bacino (creste iliache posteriori) con l’aiuto di una siringa munita di ago.

La quantità di sangue midollare¬† che viene prelevata varia in funzione del peso del ricevente (0,7-1 litro), ovviamente senza poter mai superare una dose di sicurezza determinata dal peso del donatore. Dopo il prelievo il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per circa 24-36 ore prima di essere dimesso.

Si consiglia successivamente un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni.

Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni.

Il prelievo è doloroso?

La procedura prevede dei rischi minimi legati all’anestesia e alla modalità di raccolta, che vengono discussi e chiariti con il donatore prima della donazione; soggetti che dovessero avere un concreto rischio anestesiologico non vengono candidati alla donazione, a loro stessa tutela.

Durante il prelievo NON SI AVVERTE DOLORE.

Dopo il prelievo, per qualche ora/giorno (in relazione anche all’attività fisica svolta) è possibile avvertire un dolore sordo, di modesta entità, reversibile con un normale antidolorifico.

Come avviene il prelievo da sangue periferico?

La donazione prevede la somministrazione di un agente mobilizzante‚ (G-CSF) nei 3-4 giorni precedenti il prelievo. Questo farmaco è di fatto un “fattore di crescita”, analogo ad una molecola naturalmente prodotta dal nostro corpo durante tutta la vita, che ha la proprietà di aumentare il numero delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio dalle ossa al sangue.

La somministrazione avviene mediante iniezioni sottocutanee, che il donatore può eseguire da solo.

Il prelievo di Cellule Staminali Emopoietiche avviene mediante la procedura di aferesi (la stessa tecnologia che si usa per la donazione di plasma e/o piastrine). Lo strumento dell’aferesi è di fatto un un “separatore cellulare”: il sangue, prelevato da una vena del braccio, attraverso un circuito sterile (e monouso!) passa attraverso una centrifuga dove le CSE vengono isolate e raccolte in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto, senza che le altre cellule abbiamo subito alcun tipo di danneggiamente.

Non sono considerati idonei per questa modalità di donazione coloro che hanno difficoltà a reperire un accesso venoso adeguato.

Il prelievo da sangue periferico è pericoloso o doloroso?

Durante la fase di somministrazione di G-CSF i disturbi che più comunemente si possono avvertire sono: febbricola, cefalea, dolori ossei, senso di stanchezza (sindrome simil-influenzale). Tali sintomi sono trattabili con del semplice paracetamolo, e scompaiono rapidamente alla sospensione del farmaco, che avviene immediatamente dopo la donazione.

Durante l’aferesi i disturbi possono essere legati ad un momentaneo calo dei sali minerali del sangue, che si tratta con la loro diretta somministrazione.

Come si donano i linfociti?

La donazione di linfociti comporta una seduta di aferesi, ma senza stimolazione con il G-CSF nei giorni precedenti.

Chi stabilisce se sono idoneo alla donazione?

Il medico del Centro Donatori valuta attentamente l’idoneità dell’aspirante donatore selezionato per il paziente, attraverso una valutazione accurata di approfonditi esami del sangue e valutazioni strumentali. Un cardiologo ed un anestesista possono essere anch’essi chiamati a stabilire l’effettiva idoneità del donatore, il tutto a tutela della sua sicurezza.

Cosa succede dopo la donazione?

Il medico del Centro Donatori segue il donatore dopo la donazione, con controlli periodici stabiliti dalla legge, diversi secondo il tipo di donazione effettuato, fino ad un massimo di 10 anni dalla donazione.

Sono proprio questi controlli nel tempo che hanno potuto verificare la sicurezza della donazione, appurata ormai su oltre 20.000 donatori.

La donazione di CSE è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale?

I diritti del donatore sono oggi riconosciuti dalla legge n. 52 del 6 marzo 2001.
Il donatore di midollo osseo è equiparato agli altri donatori (assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo occorrente a effettuare gli esami necessari a verificare l’eventuale compatibilità con un paziente e la donazione effettiva a carico del servizio sanitario, così come l’assicurazione infortuni, ecc.).

Se ho assunto cannabinoidi o alcol la sera precedente, posso fare lo stesso il prelievo per diventare donatore?

L’utilizzo saltuario di droghe leggere (cananbinoidi o affini) così come l’uso moderato di alcolici, non sono controindicazioni alla donazione di midollo osseo (e quindi, ovviamente, all’iscrizione al Registro Donatori) secondo la legge italiana.

L’uso di droghe pesanti, invece, è una controindicazione alla donazione, e l’iscrizione del donatore al Registro dovrà quindi essere valutata con attenzione, di caso in caso.

IBMDR ed ADMO, ovviamente, attenendosi alle leggi dello Stato, raccomandano a tutti i donatori uno stile di vita sano e privo di qualsiasi sostanza di abuso.

Sono incinta. Posso donare?

In ottemperanza alla legge, durante la gravidanza e fino a 6 mesi dopo il parto (o comunque per la durata dell’allattamento) la donatrice è sospesa dal Registro dei Donatori.

Perché donare il midollo osseo e le cellule staminali emopoietiche (CSE)?

Il trapianto di Midollo Osseo e di Cellule Staminali Emopoietiche permette di curare molte malattie del midollo osseo, del sangue e del sistema immunitario altrimenti incurabili: leucemie, linfomi, mielomi, talassemie, disordini congeniti dell’pediatrica e, in casi particolari, malattie autoimmuni e tumori solidi.

Perché servono molti donatori?

Per il trapianto di Midollo Osseo e di Cellule Staminali Emopoietiche è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO che ci sia una compatibilità tissutale (ovvero una eguaglianza a livello dei geni del sistema di istocompatibilità , o ‚”HLA”) tra paziente e donatore, ovvero la “somiglianza” genetica indispensabile per il buon esito del trapianto.
La compatibilità genetica è ESTREMAMENTE RARA: si verifica una volta su quattro (25%) tra fratelli e sorelle (mai tra genitori e figli o tra zii e cugini!) e addirittura 1 su 100.000 (0,001%) tra individui non consanguinei.

Chi può candidarsi come donatore di CSE?
Vuoi diventare donatore? Ecco i requisiti:
– avere un’età compresa tra i 18 e 35 aani
– Avere un peso corporeo di almeno 50 kg.
– Godere di buona salute
La disponibilità del donatore rimane valida fino al raggiungimento dei 55 anni.
Perché non si può donare dopo i 55 anni?

È una legge dello stato italiano a tutela del donatore e del paziente.

Dopo i 55 anni infatti è possibile che un donatore abbia patologie (cardiologiche, per esempio) per le quali non è opportuno che si sottoponga alla procedure di donazione.

Inoltre andare a ritrovare un donatore iscritto magari 20-30 anni prima, informarlo nuovamente e studiare la sua situazione clinica nel dettaglio può richiedere diversi giorni. Se poi egli non risulta idoneo, il risultato finale è una perdita di tempo prezioso. Per un paziente bisognoso, infatti, anche una sola settimana di ritardo può in alcuni casi influenzare la prognosi finale.

La regola dei 55 anni ovviamente non vale per i donatori familiari (fratelli HLA-identici), che vengono studiati per la loro idoneità indipendentemente dall’età anagrafica.

Come si diventa donatori?

Basta compilare un questionario anamnestico sullo stato di salute generale e sottoscrivere il consenso informato. Il Medico ematologo/trasfusionista valuta, in base alle risposte date al questionario, l’idoneità all’iscrizione.

Se viene riconosciuta l’idoneità si procede o con un semplicissimo prelievo di materiale biologico (sangue o saliva, secondo le circostanza).

Non occorre impegnativa medica, basta presentare la tessera sanitaria e/o un documento d’identità. Per il prelievo di sangue non è necessario il digiuno.

Il campione di sangue o di saliva viene analizzato per ottenere la tipizzazione HLA del potenziale donatore che, da quel momento, sarà ufficialmente iscritto al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR).

Nel Registro vengono conservati i dati relativi alla tipizzazione, indispensabili per individuare la compatibilità tra donatore e ricevente. La privacy del donatore è però protetta da anonimato (il donatore è infatti identificato da un codice) e solo il medico del Centro Donatori che ha arruolato il donatore conoscere il suo vero nome e le sue generalità.

In caso di riscontro di un primo livello di compatibilità con un paziente che ha indicazione ad eseguire un trapianto di midollo, il donatore è richiamato per per effettuare indagini più approfondite con l’obiettivo di confermare la compatibilità con il paziente, e valutare in modo adeguato la sua idoneità alla donazione stessa.

Il potenziale donatore di Cellule Staminali Emopoietiche, quindi, si iscrive e resta in attesa di chiamata che avverrà soltanto nel caso di compatibilità con un paziente. Non si sa se verrà chiamato, non si sa quando e non si sa per chi.

La disponibilità vale solo per pazienti italiani?

No, La donazione non ha limiti geografici, è volontaria, gratuita ed anonima.

L’IBMDR è collegato con gli altri registri nazionali, a costituire un enorme database mondiale di donatori.

Come si possono donare le celule staminali emopoietiche?
  • CON PRELIEVO DA MIDOLLO OSSEO
  • CON PRELIEVO DA SANGUE PERIFERICO

NOTA: Le donne che partoriscono possono scegliere di donare il SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE, che normalmente verrebbe scartato, ma che è estremamente ricco di CSE. Il cordone donato a scopo solidaristico viene congelato e tenuto in una banca cordonale a disposizione di eventuali pazienti bisognosi.

Chi decide la modalità di donazione?

Al momento dell’iscrizione al Registro si richiede una inziale ipotesi di scelta tra una delle due modalità, scelta che rimane però solo indicativa fino al momento della donazione effettiva.

La scelta definitiva dipende dalle indicazioni del trapiantologo in base alle necessità del paziente e dalla disponibilità e dalla idoneità del donatore, valutata dal medico del Centro Donatori.

La scelta iniziale non è quindi vincolante.

Quante volte si può donare?

È stato dimostrato scientificamente che è possibile effettuare in sicurezza più di una donazione CSE.

Il Registro Italiano (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito comunque che i donatori volontari possano donare per un solo paziente del registro. Solo in rari casi è possibile un’ulteriore donazione a favore dello stesso paziente.

Questa seconda donazione può riguardare:

1) nuovamente le cellule staminali emopoietiche (in caso di mancato attecchimento del midollo donato)

2) Linfociti, ovvero cellule del sangue effettrici del sistema immunitario (in caso di rischio di ricomparsa della malattia).

La seconda donazione è regolata da precisi criteri a tutela del donatore, che non è comunque obbligato ad accettarla.

La scelta di permettere una sola donazione per il Registro è anche a tutela di una eventuale donazione successiva per un familiare. Per i famigliari si rimane sempre e comunque disponibili.

È possibile conoscere il ricevente?

No. La legge italiana prevede la tutela della privacy del donatore e del ricevente.

Il Centro Donatori, però, può fornire alcune indicazioni di base sul paziente, affinché il donatore possa figurarselo (fascia di età, sesso, tipo di patologia di cui soffre, se italiano o straniero).

Inoltre è possibile, sempre tramite il Centro Donatori, scrivere/ricevere lettere e messaggi di augurio e/o di ringraziamento, pur senza essere identificabili reciprocamente.

Cos’è il midollo osseo?

Il midollo osseo è un tessuto semiliquido situato negli spazi interni delle ossa del corpo (soprattutto le ossa piatte. Esso contiene al suo interno le “Cellule Staminali Emopoietiche” (CSE).

Il midollo osseo non è il midollo spinale. Il midollo spinale infatti è parte del sistema nervoso ed è situato all’interno della colonna vertebrale. Non ha quindi nulla a che fare con le CSE.

Cosa sono le cellule staminali emopoietiche?

La cellula staminale emopoietica è una cellula non ancora completamente differenziata, “pluripotente”, da cui hanno origine tutte le cellule del sangue e del sistema immunitario: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

I globuli rossi sono deputati al trasporto di ossigeno in tutto il corpo grazie ad una proteina in essi contenuta in grandi quantità, chiamata emoglobina; le piastrine collborano al processo emostatico, ovvero prevengono le emorragie; i globuli bianchi (presenti sia nel sangue che in altri tessuti) sono gli elementi costitutivi del sistema immunitario e proteggono l’individuo dalle infezioni (batteri, virus ecc.) e, almeno in parte, dagli stessi tumori.

La produzione di cellule del sangue avviene in continuo, in quanto esse vivono nell’organismo per un determinato periodo di tempo e poi muoiono, mentre le CSE si rinnovano di continuo e non muoiono mai.

In un contesto terapeutico, il trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche da un donatore compatibile, garantisce la produzione di tutte le cellule del sangue e fornisce al ricevente un nuovo sistema immunitario:

  • sostituisce un midollo malato di una malattia oncologica (leucemia, linfoma ecc.), dopo un trattamento radio-chemioterapico che la eradica
  • permette una adeguata produzione di cellule del sangue in soggetti affetti da una insufficienza funzionale (aplasia) o da un danno congenito nella linea di produzione delle cellule (talassemia)
  • fornisce un sistema immunitario funzionante in soggetti che ne sono deficitari (immunodeficienze)
Come avviene il prelievo di midollo osseo?

Il prelievo avviene in un centro autorizzato, in anestesia generale (sedazione profonda) o epidurale e dura circa 45-60 minuti. Il midollo viene prelevato in maniera diretta dalle ossa del bacino (creste iliache posteriori) con l’aiuto di una siringa munita di ago.

La quantità di sangue midollare¬† che viene prelevata varia in funzione del peso del ricevente (0,7-1 litro), ovviamente senza poter mai superare una dose di sicurezza determinata dal peso del donatore. Dopo il prelievo il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per circa 24-36 ore prima di essere dimesso.

Si consiglia successivamente un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni.

Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni.

Il prelievo è doloroso?

La procedura prevede dei rischi minimi legati all’anestesia e alla modalità di raccolta, che vengono discussi e chiariti con il donatore prima della donazione; soggetti che dovessero avere un concreto rischio anestesiologico non vengono candidati alla donazione, a loro stessa tutela.

Durante il prelievo NON SI AVVERTE DOLORE.

Dopo il prelievo, per qualche ora/giorno (in relazione anche all’attività fisica svolta) è possibile avvertire un dolore sordo, di modesta entità, reversibile con un normale antidolorifico.

Come avviene il prelievo da sangue periferico?

La donazione prevede la somministrazione di un agente mobilizzante‚ (G-CSF) nei 3-4 giorni precedenti il prelievo. Questo farmaco è di fatto un “fattore di crescita”, analogo ad una molecola naturalmente prodotta dal nostro corpo durante tutta la vita, che ha la proprietà di aumentare il numero delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio dalle ossa al sangue.

La somministrazione avviene mediante iniezioni sottocutanee, che il donatore può eseguire da solo.

Il prelievo di Cellule Staminali Emopoietiche avviene mediante la procedura di aferesi (la stessa tecnologia che si usa per la donazione di plasma e/o piastrine). Lo strumento dell’aferesi è di fatto un un “separatore cellulare”: il sangue, prelevato da una vena del braccio, attraverso un circuito sterile (e monouso!) passa attraverso una centrifuga dove le CSE vengono isolate e raccolte in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto, senza che le altre cellule abbiamo subito alcun tipo di danneggiamente.

Non sono considerati idonei per questa modalità di donazione coloro che hanno difficoltà a reperire un accesso venoso adeguato.

Il prelievo da sangue periferico è pericoloso o doloroso?

Durante la fase di somministrazione di G-CSF i disturbi che più comunemente si possono avvertire sono: febbricola, cefalea, dolori ossei, senso di stanchezza (sindrome simil-influenzale). Tali sintomi sono trattabili con del semplice paracetamolo, e scompaiono rapidamente alla sospensione del farmaco, che avviene immediatamente dopo la donazione.

Durante l’aferesi i disturbi possono essere legati ad un momentaneo calo dei sali minerali del sangue, che si tratta con la loro diretta somministrazione.

Come si donano i linfociti?

La donazione di linfociti comporta una seduta di aferesi, ma senza stimolazione con il G-CSF nei giorni precedenti.

Chi stabilisce se sono idoneo alla donazione?

Il medico del Centro Donatori valuta attentamente l’idoneità dell’aspirante donatore selezionato per il paziente, attraverso una valutazione accurata di approfonditi esami del sangue e valutazioni strumentali. Un cardiologo ed un anestesista possono essere anch’essi chiamati a stabilire l’effettiva idoneità del donatore, il tutto a tutela della sua sicurezza.

Cosa succede dopo la donazione?

Il medico del Centro Donatori segue il donatore dopo la donazione, con controlli periodici stabiliti dalla legge, diversi secondo il tipo di donazione effettuato, fino ad un massimo di 10 anni dalla donazione.

Sono proprio questi controlli nel tempo che hanno potuto verificare la sicurezza della donazione, appurata ormai su oltre 20.000 donatori.

La donazione di CSE è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale?

I diritti del donatore sono oggi riconosciuti dalla legge n. 52 del 6 marzo 2001.
Il donatore di midollo osseo è equiparato agli altri donatori (assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo occorrente a effettuare gli esami necessari a verificare l’eventuale compatibilità con un paziente e la donazione effettiva a carico del servizio sanitario, così come l’assicurazione infortuni, ecc.).

Se ho assunto cannabinoidi o alcol la sera precedente, posso fare lo stesso il prelievo per diventare donatore?

L’utilizzo saltuario di droghe leggere (cananbinoidi o affini) così come l’uso moderato di alcolici, non sono controindicazioni alla donazione di midollo osseo (e quindi, ovviamente, all’iscrizione al Registro Donatori) secondo la legge italiana.

L’uso di droghe pesanti, invece, è una controindicazione alla donazione, e l’iscrizione del donatore al Registro dovrà quindi essere valutata con attenzione, di caso in caso.

IBMDR ed ADMO, ovviamente, attenendosi alle leggi dello Stato, raccomandano a tutti i donatori uno stile di vita sano e privo di qualsiasi sostanza di abuso.

Sono incinta. Posso donare?

In ottemperanza alla legge, durante la gravidanza e fino a 6 mesi dopo il parto (o comunque per la durata dell’allattamento) la donatrice è sospesa dal Registro dei Donatori.

Quali requisiti bisogna avere per partecipare ai progetti di Servizio Civile Universale (SCU)?

Possono partecipare tutti i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 18 e i 28 anni (fino al giorno precedente il compimento del 29°) in possesso della cittadinanza italiana.

Possono partecipare anche coloro che avessero in precedenza svolto il Servizio Civile nella forma sostitutiva all’obbligo di leva militare.

Non costituiscono cause ostative alla presentazione della domanda di servizio civile:  ·  aver interrotto il servizio civile nazionale o universale a conclusione di un procedimento sanzionatorio a carico dell’ente;

  • aver già svolto il servizio civile nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani”.

Non possono presentare domanda e partecipare al Bando i giovani che:

  • appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;
  • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto o con organismi a questo collegati e da questo finanziati, rapporti di lavoro di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono ricompresi anche gli stage retribuiti.
Quali sono le aree di intervento in cui è possibile svolgere il SCU?

È possibile svolgere il SCU in uno dei seguenti settori:

  • assistenza
  • protezione civile
  • protezione ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, dello sport, del turismo sostenibile e sociale
  • agricoltura in zone di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo;
  • promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Oltre che in Italia, il Servizio Civile può essere svolto anche all’estero presso le sedi ubicate in paesi degli Enti iscritti all’Albo.

Quale trattamento economico spetta ai giovani che svolgono il SCU?

Ai volontari spetta un compenso di € 14,65 netti giornalieri, per un totale € 439,50 netti mensili. Il pagamento avviene in modo forfettario per complessivi trenta giorni al mese per la durata prevista del progetto, a partire dalla data di inizio.

Il compenso è corrisposto dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, mediante accreditamento diretto delle somme dovute, su conto corrente o su conto deposito, bancario o postale, intestato o cointestato al volontario. È consentito l’utilizzo di Carte prepagate munite di codice IBAN. L’accreditamento delle somme avviene di norma entro il mese successivo a quello di riferimento.

Qualora l’operatore volontario risieda in un Comune diverso da quello di realizzazione del progetto ha diritto al rimborso delle spese del solo viaggio iniziale per il raggiungimento della sede del progetto (aereo, treno, pullman, traghetto, purché risulti il mezzo più economico), previa presentazione del relativo titolo di viaggio al responsabile della sede medesima. Parimenti ha diritto al rimborso delle spese per il raggiungimento del luogo di residenza al termine del servizio, che avverrà con le stesse modalità.

Non è quindi previsto il rimborso delle spese sostenute giornalmente per raggiungere la sede di servizio.

Il SCU è compatibile con lo svolgimento di altre attività lavorative?

I volontari impiegati in progetti di SCU possono svolgere, per legge, attività di lavoro subordinato o autonomo se compatibile con il corretto espletamento del servizio. Non possono, invece, svolgere alcuna attività lavorativa presso l’ente titolare del progetto di SCU fino alla scadenza del progetto stesso.

Qual è la sede di svolgimento del servizio?

L’indirizzo completo della/e sede/i di servizio è necessariamente indicato in ogni progetto. Ogni volontario, secondo le attuali disposizioni, è assegnato ad una e una sola sede nella quale resterà per tutta la durata del progetto. Solo in caso di particolari esigenze legate allo svolgimento delle attività previste dal progetto è possibile svolgere il servizio in altre sedi o altri luoghi al di fuori della sede principale, ma sempre per un massimo di 30 giorni nell’arco dei 12 mesi. Tali particolari esigenze devono essere comunque previste, dettagliatamente descritte e motivate all’interno del progetto. In una stessa sede di attuazione di servizio possono essere presenti più volontari. Il numero complessivo di volontari assegnati ad ogni sede è sempre indicato nel progetto. Durante la compilazione della domanda il volontario può esprimere la propria preferenza rispetto all’assegnazione ad una determinata sede tra quelle possibili. Entro il termine di avvio i volontari possono rinunciare a prendere servizio dandone tempestiva comunicazione scritta all’ente, riservandosi così la facoltà di ripresentare in futuro la domanda di partecipazione ai bandi di Servizio Civile.

È previsto il riconoscimento in termini di crediti formativi/tirocini dei progetti di SCU?

La legge prevede che ai giovani che hanno svolto attività di Servizio civile universale possano essere riconosciuti crediti formativi da spendere nel corso degli studi e nel campo della formazione professionale. Il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ha promosso presso Università ed Enti accreditati la stipula di apposite convenzioni.

Dove posso trovare altre informazioni?

Per avere altre informazioni che possono essere di tuo interesse puoi consultare il sito www.scelgoilserviziocivile.gov.it, altrimenti puoi contattare il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale ai seguenti recapiti:

Ufficio relazioni con il pubblico (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30; lunedì, mercoledì e giovedì anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30)

telefono: 06.67792600
e-mail: [email protected]
e-mail: domanda [email protected]

Per maggiori informazioni sul Servizio Civile in ADMO puoi contattarci scrivendo all’indirizzo [email protected]oppure telefonando ad ADMO Federazione italiana al 02.39000855

Cosa fare al momento dell’apertura del bando?

All’uscita dei bandi pubblicati periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sulla home page del sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale è possibile presentare domanda di partecipazione esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL (Domanda On Line) direttamente da https://domandaonline.serviziocivile.it o attraverso i siti istituzionali del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, tra cui www.scelgoilserviziocivile.gov.it dedicato specificatamente al bando selezione volontari. Il link è disponibile anche sui siti delle Regioni e delle Province Autonome e su quelli degli enti di servizio civile che hanno progetti nel bando di riferimento.

Come accedo a DOL?

Se sei un cittadino italiano residente in Italia o all’estero puoi accedere alla piattaforma DOL esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Se non sei cittadino italiano dovrai richiedere al Dipartimento le credenziali per accedere alla piattaforma DOL, seguendo la procedura di registrazione illustrata nel manuale DOL.

Che cosa è SPID e come ottenerlo?

SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che ti permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da Computer, Tablet e Smartphone.

Se non sai cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede, visita il sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid. Potrai scegliere uno degli Identity Provider e registrarti. La registrazione consiste in 3 step:

Inserisci i dati anagrafici

Crea le tue credenziali SPID

Effettua il riconoscimento

I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli Identity Provider.

Quale livello di sicurezza mi serve per effettuare la domanda online?

Per effettuare la domanda online ti servirà il livello 2 di sicurezza SPID2

Cosa devo fare una volta ottenute le credenziali SPID?

Con il tuo SPID puoi entrare nella piattaforma DOL attraverso il tasto “Accedi con SPID”. Sarai indirizzato al portale SPID del Dipartimento, dove dovrai scegliere l’Identity Provider con cui hai ottenuto SPID ed effettuare l’accesso inserendo Utente e Password o più semplicemente inquadrando il QR Code con il tuo smartphone. Una volta riconosciuto, verrai automaticamente indirizzato nella home page della piattaforma DOL e potrai iniziare a compilare la tua domanda.

Se sono cittadino di un altro Paese dell’Unione Europea o di un Paese extra Unione Europea regolarmente soggiornante in Italia, come accedo a DOL?

I cittadini di un altro Paese dell’Unione Europea o di un Paese extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia possono accedere con le credenziali rilasciate dal Dipartimento.

Puoi ottenere le credenziali, dalla pagina principale del sistema DOL, devi selezionare il link “Se non hai ancora le credenziali vai qui” per accedere alla maschera di registrazione.

Dovrai obbligatoriamente:

inserire i tuoi dati anagrafici, completi di indirizzo mail valido e di un numero di cellulare che usi normalmente;

esprimere il consenso al trattamento dei dati secondo l’informativa ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento UE 2016/679;

caricare un solo file in formato pdf (dimensione massima 20MB) contenente copia fronte/retro del documento di identità e copia del documento attestante il codice fiscale (in alcuni casi i due documenti possono coincidere). Se sei un cittadino di un Paese extra Unione Europea con permesso di soggiorno o in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, il file deve contenere anche il permesso di soggiorno o la ricevuta attestante l’avvenuta presentazione della domanda di richiesta del permesso.

Per terminare la procedura di registrazione seleziona il tasto “Invia la richiesta”.

Tale richiesta viene verificata dal Dipartimento e, se accettata, il sistema invia una e-mail alla casella di posta che hai indicato. Attraverso il link riportato nella mail puoi accedere alla pagina di modifica password. Se hai ricevuto le credenziali del Dipartimento e modificato la password, puoi entrare nella piattaforma DOL attraverso il tasto “Accedi con credenziali ”; verrai indirizzato nella home page della piattaforma DOL e potrai iniziare a compilare la tua domanda.

Come scelgo il progetto?

La sezione “1-Progetto” ti consente di scegliere il progetto al quale intendi partecipare e la sede presso cui vorresti realizzarlo. Nella sezione trovi l’elenco di tutti i progetti presenti nel Bando tra cui individuare quello a te più congeniale. Impostando alcuni filtri di ricerca (ad es: regione, settore, nome Ente) puoi trovare il tuo progetto più facilmente. Il sistema restituisce l’elenco dei progetti che hanno soddisfatto la tua ricerca, indicando i dati principali del progetto e il numero delle domande presentate aggiornato in tempo reale. Se sai già qual è il progetto che fa per te puoi inserire  direttamente il suo codice identificativo o il suo nome nei relativi campi.

Come procedo con la compilazione della domanda online?

La domanda che dovrai compilare si compone di tre sezioni:

  • PROGETTO – Scegli il tuo progetto ·
  • DATI E DICHIARAZIONI – Inserisci i dati e fornisci le dichiarazioni
  • TITOLI ED ESPERIENZE – Inserisci i dati e/o allega il curriculum. Puoi iniziare da quella che preferisci ed effettuare la compilazione in momenti diversi.

    Durante la compilazione della seconda e della terza sezione potrai non solo modificare ma anche salvare e controllare i dati. Infatti il sistema, attraverso il tasto “Salva”, memorizza i dati già inseriti e te li ripropone all’accesso successivo, mentre con il tasto “Controlla” il sistema verifica se hai dimenticato di compilare qualche campo obbligatorio o c’è qualche incongruenza tra alcuni dati.

Come presento la domanda di partecipazione?

Se tutte le sezioni presentano l’icona V verde puoi presentare la domanda di partecipazione al Servizio civile universale.

Puoi presentare la domanda anche se la sezione 3-Titoli ed esperienze presenta l’icona Δ arancione perché, come detto, per quella sezione non ci sono campi obbligatori da riempire.

Cliccando sul tasto “Prosegui per completare”, il Sistema DOL effettua alcuni controlli per verificare che ci siano tutte le informazioni richieste e che non siano presenti incongruenze. Se rileva degli errori te li segnala, dandoti la possibilità di modificare o integrare.

In caso di esito positivo ti viene mostrato un riepilogo in bozza della Domanda di partecipazione con tutte le informazioni inserite.

Posso visualizzare, salvare o stampare la domanda prima di inviarla?

Sì, cliccando sul tasto “Stampa” . Quella mostrata è solo un’anteprima della domanda, caratterizzata dalla scritta “BOZZA” e significa che la tua domanda non è stata ancora inviata.

Come si conclude la presentazione della domanda?

Se sei pronto a concludere la procedura clicca su “Presenta la domanda” per l’invio della domanda di partecipazione.

Da questo momento in poi non ti sarà più possibile effettuare modifiche, annullare la domanda o presentarne un’altra. Tramite il tasto “Stampa Domanda” il Sistema DOL genera un documento in formato pdf della domanda stessa che riporta un numero identificativo prodotto automaticamente e la data e ora di presentazione della domanda. Potrai visualizzare, salvare e stampare la domanda presentata. Potrai in ogni momento visualizzare la domanda presentata accedendo alla piattaforma DOL anche nei giorni successivi alla scadenza del bando.
Il giorno successivo alla presentazione della domanda il Sistema di protocollo del Dipartimento invia, alla casella di posta elettronica che hai indicato, la ricevuta di attestazione della presentazione con il numero di protocollo e la data e l’orario di presentazione della domanda stessa.

Per quanti progetti di SCU è possibile inviare la domanda di partecipazione?

Per ogni bando di SCU si può presentare un’unica domanda, e quindi si può scegliere un solo progetto tra quelli pubblicati, pena l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti. Non esistono, invece, limitazioni relative all’area geografica di residenza: si può scegliere il progetto tra tutti quelli presenti nel bando, da svolgersi sia in Italia che all’estero. Non essendo possibile presentare più domande di selezione appare ancora più chiara l’importanza di valutare con attenzione i contenuti del progetto scelto e leggerne il testo nella sua interezza.

Cosa succede dopo la presentazione della domanda di partecipazione?

Tutti i candidati che hanno presentato correttamente la domanda entro i termini stabiliti dal bando, vengono successivamente convocati direttamente dall’ente titolare del progetto per sostenere un colloquio di selezione. I colloqui di selezione vertono soprattutto sulla motivazione che ha spinto il candidato a scegliere il progetto e sulla sua disponibilità. Al termine delle selezioni, sommando il punteggio relativo ai titoli posseduti dai candidati con quello relativo ai colloqui motivazionali, l’ente titolare del progetto stila e pubblica la graduatoria con i punteggi attribuiti ai candidati, e assegna loro alle rispettive sedi per l’attuazione del progetto. Sono necessarie all’ente, in genere, alcune settimane per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche relative all’avvio al servizio dei giovani, e ciò comporta che, dopo la presentazione della domanda di partecipazione, passano 1 o 2 mesi al massimo prima che i ragazzi possano entrare effettivamente in servizio.

Quali sono i doveri del volontario?

Il volontario nello svolgimento del servizio civile è tenuto ad adottare un comportamento improntato a senso di responsabilità, tolleranza ed equilibrio ed a partecipare con impegno alle attività volte alla realizzazione del progetto. In particolare il volontario ha il dovere di:

  • presentarsi presso la sede di realizzazione del progetto nel giorno indicato nella comunicazione di avvio al servizio trasmessa dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale;
  • comunicare all’Ente l’eventuale rinuncia allo svolgimento del servizio civile;
  • comunicare tempestivamente all’Ente, in caso di malattia, l’assenza dal servizio, facendo pervenire la certificazione medica;
  • seguire le istruzioni e le direttive, necessarie alla realizzazione del progetto di servizio in cui il volontario è inserito, impartite dall’operatore locale del progetto (OLP);
  • partecipare alla formazione generale nonché a quella specifica relativa alle peculiari attività previste dal progetto;
  • rispettare scrupolosamente l’orario di svolgimento delle attività relative al servizio civile conformemente alle indicazioni contenute nel progetto;
  • non assentarsi durante l’orario di svolgimento delle attività dalla sede di assegnazione senza autorizzazione dell’OLP;
  • rispettare i luoghi e le persone con cui viene a contatto durante il servizio mantenendo, nei rapporti interpersonali e con l’utenza, una condotta uniformata alla correttezza ed alla collaborazione, astenendosi da comportamenti lesivi della dignità della persona ed incompatibili con il ruolo rivestito nonché con la natura e la funzionalità del servizio;
  • astenersi dal divulgare dati o informazioni riservati di cui sia venuto a conoscenza nel corso del servizio, in osservanza della normativa vigente in materia e di eventuali disposizioni specifiche dell’Ente;
  • non superare i giorni di permesso e di malattia consentiti durante il periodo di servizio

Il volontario non può svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo, se incompatibile con il corretto espletamento del servizio civile.

Il dettaglio degli adempimenti, dalla presentazione in servizio del giovane selezionato fino al termine del servizio stesso, è contenuto nelle Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del 14 gennaio 2019, documento consultabile sul sito del Dipartimento.

Quali sono i diritti del volontario?

I volontari hanno diritto ad un rimborso spese mensile attualmente quantificato in € 439,50 netti.

L’operatore volontario, durante il periodo di servizio, usufruisce del numero di giorni di permesso ordinario retribuiti indicato dal contratto sottoscritto, che varia in funzione della durata del progetto. Il permesso consente all’operatore volontario di assentarsi dal servizio per esigenze personali (ad esempio, necessità familiari, matrimonio); esso si conteggia in giornate e non è frazionabile in permessi orari.

Non è stabilito un periodo minimo di servizio per poter fruire di permessi, né un numero di giorni di permesso utilizzabili al mese.

Eventuali giorni di permesso non usufruiti non possono essere remunerati.

Per l’operatore volontario impiegato in progetti di servizio civile in Italia non sono previsti giorni aggiuntivi di permesso per i viaggi; diversamente per l’operatore volontario impiegato in servizio civile all’estero, in aggiunta ai giorni di permesso previsti dal contratto, sono concessi altri due o quattro giorni di permesso per viaggio, a seconda che si tratti di paesi europei o extraeuropei.

Sono, previsti permessi straordinari, da considerare come giorni di servizio prestato e quindi retribuiti, che non vanno decurtati dai giorni di permesso spettanti nell’arco dei mesi di servizio. In particolare è riconosciuto all’operatore volontario:

  • 1 giorno per la donazione di sangue, con una frequenza non inferiore a tre mesi per i ragazzi e a sei mesi per le ragazze;
  • un numero di giorni pari a quelli indicati dalla struttura sanitaria in caso di donazione di midollo o organi;
  • 1 giorno nell’ipotesi di convocazione a comparire innanzi all’autorità giudiziaria;
  • un massimo di 3 giorni per ogni evento luttuoso relativo alla morte del coniuge e/o parenti entro il secondo grado e di affini entro il primo grado;
  • fino a 3 giorni al mese, ai sensi dell’articolo 33, comma 6, della legge 104/92, in caso sia portatore di handicap;
  • un numero di giorni della durata dello svolgimento delle operazioni di emergenza di protezione civile e/o delle attività addestrative e formative per i volontari di protezione civile appartenenti al volontariato organizzato di protezione civile di cui al Capo V – sezione II – del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 “Codice della protezione civile”, e comunque fino ad un massimo di 30 giorni anche non continuativi;
  • 20 giorni in caso di richiami in servizio del personale volontario dei vigili del fuoco;
  • un numero di giorni corrispondenti alla durata del corso addestramento per vigili del fuoco volontari;
  • 1 giorno per ogni esame universitario sostenuto previa presentazione di documentazione rilasciata dall’Istituto universitario attestante l’effettivo espletamento della prova;
  • un numero di giorni corrispondenti alla durata dello svolgimento delle operazioni elettorali in caso di nomina a Presidente di seggio, segretario, scrutatore o rappresentante di lista;
  • un numero di giorni per esercitare il diritto di voto pari a:
  • 1 giorno nel caso in cui il luogo di residenza disti da 50 a 500 Km dalla sede di svolgimento del servizio civile; o    2 giorni nel caso in cui il luogo di residenza disti oltre 500 Km dalla sede di svolgimento del servizio;
  • 2 giorni nel caso in cui sia impegnato nello svolgimento di progetti in Europa;
  • 3 giorni nel caso in cui sia impegnato nello svolgimento di progetti in paesi extraeuropei.
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