Così lo sport aiuta i bambini con tumori del sangue

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Al via il progetto FORTEe per i piccoli pazienti del Centro Maria Letizia Verga di Monza. L’obiettivo è dimostrare che l’attività fisica aiuta a contrastare i problemi dovuti alla malattia oncologica

Il progetto ha una durata di cinque anni e vede la partecipazione di istituti scientifici di 8 Paesi europei: oltre all’Italia, infatti, ci sono Spagna, Germania, Inghilterra, Francia, Romania, Slovenia e Danimarca). Il suo scopo è quello di contribuire a diffondere lo sport come strumento utile a contrastare i problemi generati dalla malattia nei piccoli pazienti.

Saranno 450 i cosiddetti CAYA (Children, Adolescents and Young Adults, cioè bambini adolescenti e giovani adulti) che stanno lottando contro diverse forme di tumori del sangue ad essere coinvolti nel progetto. Tutto nasce dal fatto che, in particolare nei periodi più critici, chi è affetto da queste forme si trova spesso in condizioni di immobilità: lo studio vuole focalizzare l’attenzione sul fatto che, se seguiti da esperti che monitorino costantemente la condizione clinica e di salute, l’attività fisica può fornire una spinta importante.

Il progetto FORTEe è suddiviso in sette work packages e la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM), ente gestore del Centro Maria Letizia Verga, sarà il leader del work package dedicato alla sperimentazione clinica. A dirigere il programma è il professor Andrea Biondi, direttore scientifico del Centro Maria Letizia Verga, insieme alla professoressa Adriana Balduzzi, pediatra e responsabile del centro trapianti. Altro centro italiano è l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che partecipa al progetto per la parte di sperimentazione sui tumori solidi pediatrici.

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