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La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all’introduzione del Registro Unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

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L’incontro di giovedì 10 settembre ha aperto la strada alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, prevista entro le prossime settimane, da cui poi inizieranno i sei mesi operativi per consentire alle regioni di allinearsi con quelle che dovranno essere le procedure di iscrizione e cancellazione degli enti, nonchè la verifica – da parte degli stessi ETS – della sussistenza delle condizioni per l’iscrizione, fermo restando il termine del 31 ottobre per l’adeguamento degli statuti alla nuova normativa con i quorum deliberativi previsti per l’assemblea ordinaria.

Pur trattandosi di uno strumento nazionale accessibile in modalità telematica, infatti, il registro sarà gestito operativamente su base regionale con le comunicazioni tra realtà iscritte e Pubblica Amministrazione che saranno effettuate tramite posta elettronica certificata (PEC). Un passaggio fondamentale per superare gli innumerevoli registri nazionali e locali e permettere alle oltre 300mila organizzazioni non profit italiane di accedere al nuovo RUNTS e di accreditarsi per accedere alla ripartizione del 5 per mille, grazie all’aggiornamento dei propri statuti (in linea con il Codice del Terzo Settore, allegando atto costitutivo, generalità del rappresentante legale, cariche sociali e dati anagrafici), all’attivazione/comunicazione di un indirizzo PEC e alla presentazione degli ultimi bilanci.

«L’intesa delle Regioni era un passaggio fondamentale dopo il lungo confronto portato avanti finora – spiega la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi – Adesso inizia la fase attuativa nel corso della quale sarà importante effettuare un lavoro attento e preciso sui nuovi statuti così da agevolare le iscrizioni degli enti interessati». Iscrizioni che, infatti, non sono obbligatorie, ma che impegnano le realtà che vorranno accedere ai nuovi regimi fiscali a presentarle anche per beneficiare del 5 per mille. Un provvedimento che, inevitabilmente, infonde sicurezza e trasparenza sui criteri di accesso e sul profilo degli enti impegnati in questo settore: «Il Registro rappresenterà il banco di prova per chi è del Terzo Settore e chi no – sottolinea – Contability e adempimenti delle realtà coinvolte saranno in linea con regole precise, compresi i benefici fiscali, seppur ancora da definire in maniera più dettagliata».

Oltre 22mila sono le ONLUS che non passeranno direttamente al Registro, ma che dovranno iscriversi in una delle sette sezioni disponibili (organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di mutuo soccorso e altri enti del Terzo settore). 

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